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Natale etnico: in tavola il meglio della cucina coreana

Per un pasto dal sapore orientale, ecco qualche ricetta per dare colore e sapore al classico menù delle feste

Cucina coreana
Courtesy of©Galbi
Natale: croce o delizia? A ogni problema c’è una soluzione, o quasi. Superata la crisi regali, a mettere in difficoltà potrebbe essere il menù per deliziare l’ondata di parenti e amici che si accingono ad affollare la propria casa sotto le feste. Chi è stanco delle solite pietanze ormai servite e riservite anno dopo anno, è possibile puntare alla novità portando in tavola quel tocco di Oriente che tanto piace. Cucina coreana docet: perché non introdurre colori e sapori nuovi, piatti equilibrati, privi di grassi,  ipocalorici ma ricchi di gusto? Ecco che a venire in soccorso è Daniel Kim, chef del ristorante coreano Galbi di Roma il cui nome la dice lunga: galbiè è infatti un piatto tipico, una costata di manzo cucinata su una griglia con carbonella, un biglietto da visita che i proprietari del locale, Stefano Chung e Deuk Uoo Ferretti Min, hanno scelto per introdurre un tipo particolare di cucina asiatica là dove lunghe marinature, fermentazioni e cottura alla brace sono all’ordine del giorno.


Una delle specialità della cucina coreana è il Galbi, una sorta di costine di manzo marinate nella salsa di soia

Si può pensare di adattare al Natale il menù presente sulle tavole dei coreani nei giorni di festa: si inizia con quelli che potremmo definire antipasti, ovvero assaggini offerti in segno di benvenuto agli ospiti appena ci si siede in tavola. Trattasi dei “banchan”, ovvero assaggi di verdure miste sia cotte che crude, pesce, carne di manzo e pollo, tofu, fagioli di soia etc. Per quel che concerne i primi piatti invece, a rubare la scena sono i Japchae, ovvero una specie di spaghetti di patate dolci con carne e verdure scottate, un piatto facile da realizzare mescolando noodles di patate dolci, verdure saltate, funghi e carne nella salsa di soia: cosa li rendo speciale? Ogni tipo di verdura viene cucinata separatamente prima di comporre il piatto e, al fine di mantenerla croccante, è bene farla saltare a fiamma alta.

Se l’Italia ha gli spaghetti la Corea ha i japchae, un piatto di noodles a base di verdure, carne di maiale, manzo o pollo
Altra presenza costante è il Pajeon, una frittella di frutti di mare, cipollotti e verdure anche detta “pizza coreana”, molto consumata soprattutto nei giorni di pioggia e, ovviamente il kimchi, un vero toccasana per l’inverno essendo ricco di vitamine e minerali, un piatto preparato con cavolo cinese ma anche con rafano, cetrioli e cipolle verdi. Passando al secondo, c’è il Galbi, un particolare taglio del costato della carne di manzo o di maiale che, dopo la sgrassatura, viene lasciato marinare per molte ore con kiwi, pera, funghi e salsa di soia, una scelta molto in voga durante i pranzi di festa in cui si riunisce tutta la famiglia. Rimanendo in tema, delizioso anche il bulgogi, ovvero “carne infuocata”, il piatto di carne più conosciuto della cucina coreana preparato con fette di manzo o di maiale che vengono prima marinate e poi cucinate direttamente a tavola su di un braciere a carbone che ha la forma delle pettinature dei cavalieri mongoli.

Il kimchi è il re della tavola, un piatto tradizionale coreano fatto di verdure fermentate, in primis il cavolo, con spezie
Una delle più importante festività nazionali è però il Capodanno coreano, comunemente conosciuto come Seollal che, a differenze di quello Occidentale, cade a cavallo tra fine gennaio e i primi di febbraio: grandi i festeggiamenti in tavola per quello che rappresenta il primo giorno del primo mese dell’anno lunare che viene trascorso insieme alla famiglia facendo visita a genitori e parenti lontani e, per l’occasione, si è soliti consumare il Tteok guk, una zuppa a base di gnocchi di riso. Tradizionalmente il brodo utilizzato è di carne di manzo ma ci sono altre versioni a base di pollo o verdure, un must che non manca mai visto e considerato che i coreani ritengono che questa zuppa porti fortuna per l’anno nuovo e si dice che solo dopo aver mangiato questa zuppa si può dire di essere invecchiati di un anno.


 Chi ama la frittata può provare a cucinare il Pajeon o “pizza coreana” che dir si voglia, una pietanza a base di cipollotti, pastella di farina, acqua e sale