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Cosmesi green tra verità e falsi miti

Si fa presto a dire bio: attenzione a cosa si acquista perché non è sempre tutto naturale come sembra. Per una bellezza consapevole, ecco i consigli degli esperti

cosmesi green
Courtesy of©IngaIvanova/iStock

Il bio è ormai di moda. Dall’alimentazione alla cosmesi green, è boom. Perché piace? Avvalersi di questi prodotti permette di alleggerire la coscienza prediligendo soluzioni che non risultano nocive né per la propria salute né per quella dell’ambiente. Bisogna però fare attenzione a cosa si acquista. La domanda che bisogna porsi è la seguente: “Possiamo davvero fidarci di questi prodotti?”

Cosmesi green, tutto quello che devi sapere

Al fine di trovare la risposta a questo quesito, il magazine Madame Le Figaro ha chiesto aiuto a due esperti ovvero Caroline Valton, fondatrice del sito di e-commerce MonCornerB e Laurence Coiffard, docente di cosmetologia all’Università di Nantes. Il loro parere può essere d’aiuto a tutti coloro che vogliono curare il proprio aspetto in maniera responsabile.

Naturale non significa sempre bio

Un prodotto, affinché si possa definire bio, deve avere dei requisiti specifici. Le etichette Ecocert e Cosmebio richiedono, per esempio, che il 95% degli ingredienti sia di origine vegetale e il 10% del prodotto provenga da agricoltura biologica. Attenzione però al cosiddetto fenomeno del greenwashing: a mettere in guardia è stato il creatore di MonCornerB secondo il quale bisognerebbe tenere d’occhio quelle aziende che tendono a etichettare il loro operato come sostenibile quando, in realtà, lo è solo in parte o non lo è affatto.

Dubbi e normative

Quando si parla di cosmesi green ci si addentra in un terreno ricco di insidie. Al fine di certificare i cosmetici biologici e naturali, nel novembre 2016 è stata pubblicata dalla International Organization for Standardzation la norma tecnica ISO 16128 le cui linee guida però non convincono Cosmebio che ha esposto le proprie perplessità: “Questa norma non prevede un organismo di controllo o certificazione. Le percentuali calcolate e visualizzate dai marchi saranno quindi basate sulle dichiarazioni dei fornitori di ingredienti”. Anche Ecocert sembra scettica in quanto la norma consentirebbe l’utilizzo di ingredienti di origine petrolchimica e ottenuti da OGM.

Bio e cruelty free

Spesso si fa confusione quando si parla di prodotti naturali. E’ vero che non sono testati sugli animali ma per un motivo specifico: tutti i cosmetici venduti in Europa devono essere “cruelty-free” dal 2013, anno in cui una direttiva della Commissione europea ha imposto il divieto di vendere e produrre cosmetici testati sugli animali. Peraltro, dopo la sentenza della Corte di Giustizia dell Unione Europea del 2016, anche i prodotti importati devono rispettare tale regola a cui oggi solo la Cina si sottrae.

Occhio alle allergie

I prodotti di derivazione naturale non sempre sono indicati a chi ha la pelle delicata. Al fine di assicurarsi che un prodotto faccia realmente al proprio caso basta effettuare un patch test. Come? Se ne applica una piccola quantità nel cavo del gomito e non resta che attendere la reazione.

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