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A Bologna la spensieratezza di Giovanni Paolo Bedini

A Palazzo d’Accursio grande retrospettiva sul celebre pittore nato a Bologna nel 1844 e attivo fino agli anni ’20 del Novecento

Giovanni Paolo Bedini
Sara Zolla Ufficio stampa e comunicazione

È dedicata alla figura di Giovanni Paolo Bedini la mostra attualmente in scena a Palazzo d’Accursio. Intitolata, Il fascino della spensieratezza, la rassegna è la quindicesima retrospettiva promossa da Bologna per le Arti. Quella di Giovanni Paolo Bedini fu un’arte allegra e vivace, molto apprezzata dalla critica e lontana da qualsiasi retorica romantica. Lavoratore instancabile, Bedini realizzò moltissime opere tra dipinti ad olio e acquerelli che trovarono largo mercato sia in Italia che all’estero.

Giovanni Paolo Bedini – La veste nuova

Bologna per le Arti

Nata nel 1999 per fornire un servizio diretto alla conoscenza e alla divulgazione delle arti figurative, Bologna per le Arti è un’associazione culturale senza scopo di lucro. L’associazione si propone di organizzare mostre, conferenze e pubblicare libri finalizzati alla valorizzazione della tradizione artistico-culturale del territorio bolognese. Dal 2010 realizza le proprie mostre annuali presso Palazzo d’Accursio in collaborazione con il Comune di Bologna. Le mostre sono sempre corredate dal ciclo di incontri «Dialoghi Culturali a Palazzo d’Accursio» che coinvolgono i maggiori professionisti della cultura in città e nel Paese.

Giovanni Paolo Bedini – Dama elegante seduta in salotto mentre gioca con un gatto

Giovanni Paolo Bedini: un pittore versatile

L’artista si formò all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove si distinse per la sua versatilità. I suoi esordi risalgono al 1867, quando presentò due opere alla II Esposizione triennale delle Accademie dell’Emilia. Dapprima avviato alla pittura di tema storico, ben presto la abbandonò per dedicarsi alla rappresentazione della quotidianità più spensierata. Le sue opere sono caratterizzate da un tocco spedito ed efficace. Popolati di figure piene di vita, dai colori gioiosi i suoi lavori sono spesso ambientati nel XVIII secolo.

Il fascino della spensieratezza: la mostra

Curata da Giuseppe Mancini, la mostra è in realtà la prima grande antologica focalizzata sull’intera produzione dell’artista. Il percorso espositivo presenta circa sessanta opere di provenienza pubblica e privata. A queste sono affiancati i dipinti di maestri contemporanei a lui vicini. L’intento è quello di mettere in luce non solo il percorso artistico del singolo ma di offrire un più ampio “spaccato” del suo tempo. Ricordiamo che nel corso dell’esposizione, precisamente nel mese di gennaio 2019, ritornerà l’iniziativa “Dialoghi Culturali a Palazzo d’Accursio”. Si tratta di un ciclo di conferenze sull’arte e le sue declinazioni tenute da studiosi e personalità del panorama culturale della città. Gli appuntamenti si terranno presso la Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio.

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