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Cura della pelle, 3 scoperte innovative

Attenzione a sebo e inquinamento. La ricerca

Cura della pelle
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Cura delle pelle: un tema che preoccupa e impensierisce molte donne. In tante si chiedono infatti come dedicare all’epidermide le coccole più profonde senza farsi distrarre da falsi miti e convinzioni sbagliate. E per questo sono sempre avare di scoperte. Di recente Olaz ha presentato i nuovi dati scientifici del Multi Ethnicity Study (MES) al World Congress Of Dermatology. La casa di bellezza nell’arco di due anni ha raccolto dati, analisi e coinvolto un campione consistente di donne dai 10 agli 80 anni appartenenti a diversi gruppi etnici – Caucasico, Cinese, Africano, Indiano e Latino. Ecco le 3 principali scoperte dello studio. Tutto per stabilire come migliorare la cura della pelle in maniera mirata.

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Cura delle pelle: 3 scoperte da conoscere

La produzione di sebo raggiunge i massimi livelli in età adulta

Lo studio MES rivela che, per tutte le tipologie di etnie, i livelli di sebo raggiungono il loro picco verso i 30 e 40 anni. Molto più tardi di quanto ci si aspetterebbe (durante la pubertà).

Il sebo dona luminosità e ma toglie uniformità e aumenta la visibilità delle imperfezioni. Inoltre, stimola le particelle – come quelle inquinanti – ad introdursi all’interno della pelle intaccando ulteriormente la sua funzione di barriera.

Cura della pelle: l’inquinamento dell’aria intacca la funzione di barriera della pelle

Nel misurare la funzione di barriera della pelle e la dispersione dell’acqua (TEWL), lo studio MES mostra che sia le donne indiane che cinesi raggiungono un picco nello stesso punto.

L’India e la Cina sono due dei Paesi più popolati e inquinati del mondo (con alti livelli di 2.5 particelle visibili). La misurazione TEWL relativamente alta fa sollevare la domanda sull’esistenza di una correlazione tra inquinamento e la compromessa funzione di barriera della pelle.

Lo strato più esterno della pelle (stratum corneum) è conosciuto come barriera. Ed è la prima linea di difesa contro gli stress ambientali. Come UV, inquinamento, infezioni, sostanze chimiche tossiche. Se danneggiata, la barriera della pelle può portare ad un aumento dell’evaporazione dell’acqua, disidratandola e rendendola più opaca.

Si inizia a notare l’invecchiamento dall’età di 10 anni

Lo studio MES rivela che, per tutti i gruppi etnici, il più drastico calo dell’elasticità della pelle avviene nei ragazzini (dall’età di 10 anni); fatta eccezione per le pelli africane nelle quali avviene dopo i 30. Questa perdita di elasticità amplifica i cambiamenti nella forma del viso. Un cambiamento che si manifesta come parte del naturale processo di crescita.

I risultati dello studio dimostrano anche che tutte le etnie iniziano a presentare rughe visibili intorno all’area oculare (peri-orbitale) dai 10 anni in poi.

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