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Yoga Nidra, a lezione di ‘sonno dinamico’

Una tecnica di rilassamento guidato per allontanare lo stress e aumentare la concentrazione e la creatività

yoga nidra
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La vita quotidiana, fatta di ritmi intensi, spesso mette a dura prova i nervi. Tensioni, ansie e preoccupazioni minacciano il benessere psicofisico. Per rilassarsi e ritrovare l’equilibrio è possibile avvicinarsi allo yoga, una disciplina che permette di vincere lo stress e fare il pieno di energia positiva. Tra Ashtanga, Kundalini, Hatha e Vinyasa sono tanti gli stili, ognuno ha le sue peculiarità. Chi è alla ricerca di un metodo in grado di promuovere il rilassamento e la concentrazione potrebbe sperimentare lo Yoga Nidra (in sanscrito Yoga=unione e Nidra=sonno). Le origini di questa pratica rimandano al maestro Satyananda Saraswati che, prendendo spunto dal tantra, si rese conto che nella fase che precede il sonno la mente risulta essere particolarmente ricettiva.

Yoga Nidra, il sonno dinamico

Non bisogna lasciarsi ingannare dal nome: lo ‘yoga del sonno’ è un viaggio interiore che porta al raggiungimento di uno stadio intermedio di sonno-veglia al fine di avere piena consapevolezza di tutto il corpo, abbassare i livelli di stress e allentare le tensioni. “Con questa pratica, che è una vera e propria arte del rilassamento, si va a lavorare sulle tre tensioni principali: fisica, emozionale e mentale”, spiega Selene Spiezia, insegnante di yoga presso l’Associazione Sportiva Dilettantistica “Yoga e Ayurveda Napoli ASD”. Non bisogna addormentarsi dunque durante la pratica: è importante rimanere svegli, mantenere l’immobilità del corpo e ascoltare con attenzione la voce dell’istruttore. Ogni lezione (30-60 minuti) è caratterizzata da precise fasi da seguire passo dopo passo.

Come si svolge la lezione

“La lezione di Yoga Nidra si svolge in una stanza tranquilla, adeguatamente riscaldata e in penombra. L’ambiente deve essere accogliente. Si inizia rilassando tanto il corpo quanto la mente assumendo la posizione del cadavere (Shavasana). Ci si sdraia con le gambe divaricate, sopra un tappetino, avvolti da una coperta. I piedi cadono verso l’esterno, le braccia discoste dal busto, il palmo delle mani verso l’alto, la schiena aderente al tappetino, il capo da un lato (può appoggiare su un cuscinetto). Gli occhi devono essere dolcemente chiusi”, spiega Spiezia.

Si esprime poi il Sankalpa (intenzione in sanscrito) focalizzando l’attenzione su un desiderio o un obiettivo che si desidera raggiungere. “Bisogna formulare una breve frase positiva, da ripetere per tre volte, mentalmente”, precisa Spiezia. Si passa poi alla ‘rotazione della coscienza‘. Lasciandosi guidare dalla voce del maestro, il cervello viene stimolato e riattivato prendendo consapevolezza di tutte le diverse parti del corpo, senza muoversi.

I benefici della pratica

Si ascolta il proprio respiro e si prosegue poi con il risveglio delle emozioni. “In questa fase si vivono sensazioni opposte al fine di sciogliere ogni tensione emozionale”, precisa l’insegnante. Attraverso la tecnica di visualizzazione, invece, ci si libera dalle tensioni trattenute nel subconscio. Prima di concludere la pratica, si esprime nuovamente il Sankalpa e, poco alla volta, si riprende possesso del corpo. “Questa pratica apporta innumerevoli benefici. Favorisce l’allenamento mentale al rilassamento, la trasformazione delle attitudini negative della mente e ancora lo sviluppo della creatività. Inoltre migliora la memoria e la capacità di apprendimento”, conclude l’insegnante.

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